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Dantès
Vissi d’Arte
Guida alla Mostra

“L’Arte della Scultura”
Francesco Federici classe ‘40

Angelo Federici classe ‘66
Scultori del marmo

La cittadina di Pietrasanta (Lu) è anche chiamata, non a caso, “La Piccola Atene” a seguito della concentrazione di laboratori di scultura del marmo, mosaicisti e fonderie. Il laboratorio di Francesco e di suo figlio Angelo è uno dei pochi dove tutto si fa ancora a mano: scalpello, mazzolo e lime. Angelo pratica questo mestiere dal 1982 mentre il padre dal 1956. Un lavoro come quello della foto richiede circa quattro mesi di lavoro con circa settecento ore dedicate. Il lavoro più lungo che hanno realizzato, destinato alla città di Londra, ne ha richiesti dodici di mesi con circa milleottocento ore di lavoro. La materia prima è il marmo di Carrara, di Seravezza e quello di Vagli (Lu); quest’ultimo si distingue dagli altri per una maggiore durezza e un bianco più intenso. La clientela è nazionale e internazionale, maggiormente negli Stati Uniti.

“L’Arte Musiva”
Chiara Santillo – classe ’78 – Mosaicista

Chiara lavora da oltre quindici anni presso uno dei più apprezzati e rinomati mosaicisti d’Italia e della Toscana e precisamente nella città dell’arte di Pietrasanta (Lu) presso “Poli Mosaici”. Il mosaico della foto, che è solo una parte di quello definitivo, è destinato alla “Saint Paul Greek Orthodox Church” di Irvine in California – U.S.A. e misurerà 8×3 metri. La sua realizzazione vede impegnate abitualmente quattro o cinque persone per diversi mesi di lavoro. I piccoli tasselli che compongono il mosaico sono smalti vitrei, provenienti dalle fornaci veneziane. I mosaici Poli lavorano in tutto il mondo ma principalmente negli Stati Uniti d’America.

“L’Arte della Pittura”
Giampaolo Bianchi – Pittore – classe ’47

Pittore autodidatta lucchese, Giampaolo, a tutt’oggi, ha dedicato sessantuno anni della sua vita alla pittura. Conosciuto e apprezzato sia in Italia sia all’estero, con esposizioni in Francia, Spagna, Asia, Bahrain, Stati Uniti, etc. Ha realizzato opere destinate a mostre e gallerie prestigiose contribuendo a scrivere pagine importanti dell’arte italiana e toscana in particolare. Ha conosciuto e condiviso scambi culturali con pittori come Gottuso, Vespignani, Cantatore, Cassinari, Riccardo Tommasi Ferroni e, presso la Galleria Contini di Venezia, ha esposto con Pablo Picasso e Salvador Dalì. Nel 1980 ha realizzato il Primo Piatto Limoges della La.pa.sca. La Galleria Sistina di Roma ha realizzato un documentario su di lui: “Giampaolo Bianchi, quest’amore” proiettato nel Padiglione della F.A.O. di Roma, prodotto e distribuito in U.S.A.

“L’Arte del Fumetto”
Simone Bianchi – Fumettista illustratore

classe ’72
Dopo aver frequentato il liceo artistico e successivamente l’accademia delle belle arti, Simone si dedica da circa trentacinque anni alla sua grande passione, l’Illustrazione e la pittura, vantando anche un passato di insegnante d’arte. È conosciuto a livello internazionale per i suoi lavori nell’ambito del fumetto Americano. Maestro della Comic Art contemporanea, si distingue per il suo stile pittorico ricco e dettagliato. Negli Stati Uniti ha collaborato prima con DC Comics e poi in esclusiva con Marvel per più di un decennio, creando diversi albi e copertine di famose testate, tra cui Wolverine, X-Men, Thor, Thanos, Spider-Man e Star Wars. Attualmente collabora con Netflix.

“L’Arte del Fumetto”
David Bigotti – designer, Illustratore, fumettista

classe ’76
Da tutti conosciuto come “Bigo”, David è un designer lucchese, figlio dei meravigliosi anni ’80 e dell’imprinting di Goldrake & Co. Ha frequentato da prima il liceo artistico di Lucca per poi laurearsi in disegno industriale presso la facoltà di architettura di Firenze. Di giorno disegna e segue la realizzazione degli interni di mega yacht per un cantiere navale di Viareggio, mentre dedica le notti alla grande passione per le arti grafiche, dando vita a illustrazioni, personaggi e strisce a fumetti, ritagliandosi uno spazio importante nel mondo del fumetto. “IL BOSONE”, supereroe “made in Lucca,” è Il suo cavallo di battaglia: un personaggio che veglia sull’umanità dalla notte dei tempi, anticipando e presenziando ogni evento fondamentale della storia. Ogni tela bosonica richiede il lavoro di circa un paio d’ore di tempo. Sono molti i personaggi famosi che possono vantar di possedere la loro tela personalizzata, tra loro: Giuseppe Tornatore, Max Pezzali, Ficarra & Picone, Leonardo Pieraccioni, Gianna Nannini, Vinicio Capossela, Giorgio Panariello, Francesco Lancia, PIF e Dantès… pur non famoso, non potevo sottrarmi alla matita di David.
Ha realizzato manifesti per diversi eventi vantando partecipazioni anche al Lucca Comics&Games.

“L’Arte del Gesso”
Simone Fiori – Figurinaio – classe ’76

Simone svolge questa professione dal 1996, avendola ereditata dal padre Pierangelo. Ma anche il nonno Fedele e il bisnonno Carmelo erano figurinai fin dal 1879. Il bisnonno metteva in valigia il suo campionario e lo vendeva in America. Per realizzare un lavoro, come quello delle foto, Simone impiega circa due giorni di lavoro, mentre per statue più grandi, ad altezza d’uomo, necessita circa una settimana. Per essere pronta, dipinta e invecchiata, una statuina viene presa in mano da quaranta a cinquanta volte, in media. La materia prima è il “gesso alabastrino” e la produzione è eseguita artigianalmente, dalla colata del gesso, fino alla decorazione a pennello. La vendita si è sviluppata negli anni in tutta Italia, in Europa e nel resto del mondo con presepi posseduti da personaggi famosi come Papa Giovanni Paolo II, la Regina Madre Elisabetta d’Inghilterra e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dal 2009 un presepe dell’Arte Barsanti è esposto all’International Nativity Museum World Cribs di Betlemme.
Una curiosità:
I primi figurinai che portavano i loro prodotti in America destavano molta curiosità, soprattutto tra i bambini che, vedendo le statuette colorate dei presepi, gridavano alle loro mamme: “Mom looks” (Mamma guarda). I venditori, conoscendo poco la lingua, interpretavano quelle parole come “Mammalucco” riferito alla loro professione. Per questo motivo, così vengono anche chiamati i figurinai di Bagni di Lucca.

“L’Arte del Carnevale”
Marzia Etna – Carrista – classe ’60

Marzia, dalla metà degli anni ottanta è interrottamente nel giro della cartapesta viareggina, in quello che è considerato, insieme a Venezia, il carnevale più famoso d’Italia. Una delle poche donne che lavora nel mondo del carnevale, artisticamente la più longeva, circa trentasei anni di onorata carriera con numerosissimi premi vinti. Talmente attaccata a questo lavoro che nel 1995, mai si sarebbe sognata di perdersi questa edizione del carnevale, nonostante fosse al termine della sua gravidanza …infatti il 14 febbraio partorisce Matteo, praticamente in pieno carnevale versiliese. Matteo (Lamanuzzi) non poteva nascere sotto migliore auspicio: sarà lui l’ideatore dei temi che hanno ispirato i carri realizzati in questi ultimi anni. Nella foto il modellino e un particolare del carro 2022 “La regina del potere”: la costruzione è una rilettura della famosa saga del Trono di Spade attraverso una satira politica internazionale. Un carro del genere richiede da sei a sette mesi circa di lavoro.

L’Arte del Carbone”
Luigi Massei classe ’33 – Arturo Massei classe ’63 – Carbonai

Luigi ha cominciato questo lavoro a Pescaglia, nel dopoguerra, sulle orme del bisnonno. Ora lo ha insegnato al figlio Arturo e al nipote Fabio. Nella foto a tutta pagina si possono notare le tre carbonaie, nelle tre fasi principali:
– preparazione della carbonaia disponendo il legname;
– copertura del legname con erba e terra e successiva accensione;
– la “scarbonatura” quando, tolta la terra, si recupera il carbone.
Questo è uno dei mestieri più antichi che ha caratterizzato nei secoli scorsi la storia di tutta la valle del Serchio. Nel passato, il carbone serviva per azionare i motori, fare il fuoco ad alta temperatura per lavorare il ferro e alimentava anche le stufe casalinghe per cucinare.

“L’Arte del Ferro”
Carlo Galgani – Fabbro – classe ’38
Carlo Galgani è conosciuto come “il fabbro di Codogna di Pescaglia”, è l’ultimo di una lunga discendenza di fabbri che risale, pensate un po’, al 1500. Ha imparato e messo in pratica il mestiere praticato dal padre e dal nonno all’età di soli otto anni. Nella sua officina tutto è generato dalla forza motrice dell’acqua sapientemente imbrigliata: dall’aria che soffia nelle fucine, all’energia elettrica destinata alle poche luci che illuminano l’ambiente, per non parlare poi dei magli che generano la loro forza dirompente, solo grazie a complicati meccanismi creati da lui stesso. Il ferro che lavora Carlo per la realizzazione di strumenti agricoli, coltelli e accessori vari è per la maggior parte riciclato da scarti dell’industria: balestre di auto, scarti di binari del tremo etc. Nella foto la lavorazione di parte di un tubo in ferro per realizzarne, una volta diviso e steso, due “Testi per necci”, famoso dolce lucchese fatto con ricotta e farina di castagne.

“L’Arte della Mascalcia”
Leonardo Masini – Maniscalco – classe ’87

Leonardo esercita questa attività da circa dieci anni, dopo aver frequentato la scuola militare di mascalcia di Grosseto. Ogni cavallo ha i suoi ferri, e individuare e adattare a caldo o a freddo quelli giusti richiede tanta esperienza e professionalità. Questo lavoro prevede un grande sforzo fisico, dovendo stare per ore piegato sulle zampe di questi meravigliosi animali; inoltre, deve riconoscere i loro stati d’animo, le loro andature e i loro “appiombi” per realizzare una ferratura che tenga conto della conformazione individuale dell’animale. Leonardo esercita la sua professione a Tassignano di Capannori, presso un centro ippico privato.