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Dantès
Vissi d’Arte
Guida alla Mostra

L’essenza della mostra

Prendendo in prestito dalla “Tosca” del Maestro Giacomo Puccini il titolo di una delle sue più belle Arie, Dantès ha intrapreso un lungo e suggestivo viaggio fotografico in bianco e nero nella provincia lucchese, alla ricerca di arti e professioni che vedono impegnate grandi persone, Maestri indiscussi della propria arte.

Sono i loro occhi e il loro sguardo a lasciare il segno nello spettatore, è la frenesia delle loro mani – spesso immortalate volutamente in movimento dalla macchina del fotografo – a dominare molti degli scatti, mani candide e leggere, contrapposte a quelle vissute e scolpite dal tempo, ma tutte accomunate dalla perfezione di un gesto compiuto migliaia di volte.

Ed ecco che il reportage fotografico diventa un dialogo intimo e silenzioso tra fotografo e Maestro, un racconto antropologico in bianco e nero da cui si esce arricchiti emotivamente, tanto è diretto e coinvolgente.

Gli scatti di Dantès consentono di immergersi in ambienti reali, autentici e ricchi di dettagli, di ritrovarsi faccia a faccia con palcoscenici e piazze, laboratori e officine, botteghe e manifatture, campi e darsene; tutte fotografie effettuate rigorosamente senza l’ausilio di flash, luci supplementari, pannelli e assistenti. La fotografia nuda, viva, tangibile.

Dantès ancora una volta dà prova della sua abilità nel ritrarre soggetti e paesaggi da sempre sotto i nostri occhi, ma mostrandoceli con una visione del tutto personale, come se fossero una scoperta da nuovi punti di vista.

Non sempre le parole riescono a raccontare, sono allora le immagini a narrare.

 Sosteneva Henry Cartier Bresson che fare una fotografia vuol dire allineare testa, occhio e cuore e che essa deve contenere l’umanità del momento.

 Con questa serie di immagini Dantés esprime il suo desiderio di scoprire, il gusto di raccontare, la voglia di emozionare.

 Il suo è un percorso in un mondo affascinante, incantevole, quello di artisti e interpreti che creano arte, e di artigiani che molto spesso aggiungono un pregio estetico alle loro creazioni, pregio che trascende dal loro semplice utilizzo.

 Quando un artigiano si spinge oltre la semplice creazione di un oggetto e nel suo mestiere subentrano creatività e visione, il prodotto del suo lavoro diventa una vera e propria opera d’arte.

 Sono presenti in questa emozionante raccolta anche contadini, allevatori, pescatori che della coltivazione della terra, della pastorizia, della pesca hanno fatto un’arte.

In questo racconto per immagini protagonisti sono donne e uomini, con i volti concentrati, le espressioni partecipi, le posture e le movenze dinamiche e appropriate, le mani con i loro gesti fini e precisi che esprimono la passione, il trasporto, la dedizione, l’entusiasmo con cui si dedicano alle loro attività, alcune delle quali rischiano di scomparire.

 Dantés si è introdotto silenziosamente in teatri, botteghe, laboratori immortalando donne e uomini che sanno creare dal nulla con cura e attenzione e forse al mondo non c’è niente che possa dare una soddisfazione maggiore.

 Cura, attenzione, ispirazione che ritroviamo nelle fotografie di Dantés, immagini in bianco e nero che esaltano l’essenzialità, l’autenticità, la veridicità del racconto.

Raffele Domenici