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VISSI D'ARTE BY DANTÈS

Galleria Foto Vissi d’Arte 2024

Mostra Fotografica Completa - Ambiente RISERVATO - Vietata la diffusione e condivisione

Il reportage completo per l’esposizione pubblica, si articola su oltre 100 fotografie del fotografo toscano Dantès (Dante LUCI)Qualità delle stampe Fine Art – in bianco e nero, grande formato, su carta Hahnemühle Fine Art Baryta 325 gsm montate su pannelli 60×42.

La presente pagina (riservata, da NON divulgare) riporta solo una parte del reportage.

Esposte per la prima volta a Lucca, presso il complesso San Micheletto dal 2 al 26 marzo 2023, ha registrato nei 12 giorni di esposizione, la presenza di oltre mille visitatori, nonché quella di importanti personalità dell’arte, della cultura e della politica, ed ha ottenuto unanimi consensi da parte della critica e della stampa.

Verrà replicata, con oltre 40 nuove ed inedite fotografie nel 2024 presso il Palazzo Ducale di Luca – Sala della vecchia armeria.
Dal 5 aprile al 12 maggio 2024 – dal lunedì alla domenica – per 39 giorni –


L’essenza del Reportage

L’Opera completa del fotografo Dantès (Dante Luci) in mostra a Palazzo Ducale di Lucca

Il desiderio di scoprire, il gusto di raccontare, la voglia di emozionare, questo il percorso che viene proposto attraverso la narrazione di vita e lavori di uomini e donne del nostro territorio.

Oltre 100 fotografie fine-art in bianco e nero, stampate in grande formato, delle quali 40 inedite. Un lavoro che ha richiesto anni di ricerca e una pianificazione senza precedenti, una sorta di viaggio fotografico, alla ricerca di arti e professioni che vedono impegnate grandi persone, Maestri indiscussi della propria arte.

Sono i loro occhi e il loro sguardo, è la frenesia delle loro mani – spesso immortalate volutamente in movimento dalla macchina del fotografo – a dominare molti degli scatti, mani candide e leggere, contrapposte a quelle vissute e scolpite dal tempo, ma tutte accomunate dalla perfezione di un gesto compiuto migliaia di volte.

Ed ecco che il reportage fotografico diventa un dialogo intimo e silenzioso tra fotografo e Maestro, un racconto antropologico in bianco e nero diretto e  coinvolgente, che consente all’osservatore di immergersi in ambienti reali, autentici e ricchi di dettagli, di ritrovarsi faccia a faccia con palcoscenici e piazze, laboratori e officine, botteghe e manifatture, campi e valli, darsene e cantieri.

La fotografia nuda, viva, tangibile.

“Non so se sono riuscito o riuscirò a trasmettere le stesse sensazioni che ho provato io nel trovarmi in quei luoghi che oserei chiamare “sacri”, con quelle persone straordinarie, resterà comunque la consapevolezza di aver fissato nel tempo, uno scorcio del XXI secolo con profonde radici nel passato, e la speranza che nuove generazioni possano trarne insegnamento.”

Le foto esposte sono sempre accompagnate da una adeguata didascalia, in italiano ed inglese, che ne spiega il contesto storico culturale.  

L’Arte della Musica
-Beatrice Venezi – Direttore d’Orchestra
-EstrOrchestra di Lucca
Teatro dei Giglio di Lucca. Le prove per il concerto lirico sinfonico del 18 giugno 2022,  serata in beneficenza  a favore della neo associazione Parkinson Lucca E.T.S Sul palco le note di Bizet, Giordano, Rossini e Verdi magistralmente eseguite dai musicisti dell’Associazione musicale e culturale ESTRORCHESTRA di Lucca diretti da Beatrice Venezi.
Sono l’energia e la passione di questi giovani a distinguere il gruppo.

L’Arte della Musica
Fabio Piagentini – Liutaio – classe ’78
Fabio Piagentini è un liutaio con bottega artigiana dentro le mura della città di Lucca, in pieno centro storico. Svolge questo mestiere dall’inizio del nuovo millennio, dopo aver frequentato la scuola internazionale per liutai di Cremona.
Dalle sue mani escono viole, violoncelli e soprattutto violini.
Per i suoi pregiati strumenti sceglie la materia prima personalmente (abete rosso della Val di Fiemme e acero dei Balcani)
La realizzazione di un violino richiede circa un mese e mezzo di lavoro, una viola o un violoncello anche tre mesi.
Mazzei Mario – Accordatore di Pianoforti
classe ’51
Mario è un accordatore e restauratore di pianoforti in Lucca fin dal 1978. Ha avuto l’onore di portare a nuova vita un “pianino melodico ad aghi – Racca” appartenuto a Giovanni Pascoli e ascoltato con questi dal grande Maestro Giacomo Puccini. Tale strumento è tuttora conservato nel museo Pascoli di Castelvecchio (Barga).  Il suo restauro ha richiesto circa un anno di lavoro.
Il laboratorio di Mario, così come la sua casa, è una miniera di meraviglie tutte auto costruite. La foto lo ritrae avvolto tra i “martelletti” dei pianoforti che lui stesso crea, perfeziona e utilizza per le riparazioni.
…la Bottega di Mario dove crea i suoi pezzi per il restauro dei pianoforti e strumenti d’epoca.
L’Arte della Musica
Luciano Filippi – In Arte Gildo dei Fantardi
Cantastorie –  classe ‘47
A Gildo hanno dedicato una citazione anche la Treccani e Wikipedia. Stiamo parlando di Gildo dei Fantardi, al secolo Luciano Filippi, che nel  2022 ha festeggiato cinquantacinque anni di carriera.
Cantastorie, menestrello, cantautore e attore lucchese, è sulla scena dal 1967, da quando ha iniziato a interpretare le canzoni popolari, accompagnato alla fisarmonica da Gaetano Craparo. Poi tanto cabaret, partecipazioni a trasmissioni televisive e radiofoniche, qualche piccola parte in diversi film e molto altro ancora.
L’Arte della Musica
Alessio Grilli – Riparatore Strumenti a fiato
classe ’79
Alessio è un riparatore di strumenti a fiato e ottoni con bottega artigiana a Capezzano. Dopo un diploma al conservatorio di Lucca e un glorioso passato di trombettista, dove vanta collaborazioni con musicisti e band di importanza nazionale, dal 2005, dopo aver frequentato una specifica scuola di formazione a Udine, si dedica completamente alla riparazione di questi strumenti. La riparazione di strumenti come quelli delle foto, di norma, richiede circa quattro o cinque ore di lavoro, ma ovviamente tutto dipende dal tipo di intervento richiesto.
Ricorda Alessio che la riparazione di un “basso tuba” richiese circa venti ore di lavoro.
L’Arte della Sartoria
Vittoriano Bertozzi – Sarto – classe ‘33

“Il Bertozzi”, come lo chiamano gli amici, fa il sarto dal 1955 a Lucca.
Apprende il mestiere presso l’Istituto degli Artigianelli di Lucca. Un’infanzia non facile ma tanta determinazione, fino a diventare un bravo e affermato sarto con clientela di alta classe.
Inizialmente apre una sartoria nella centralissima Via Fillungo di Lucca per poi spostarsi, dal 1988, nel quartiere San Concordio.
La simpatia e l’eleganza di quest’uomo, ma soprattutto la storia della sua infanzia, mi ha conquistato andando dritto al cuore.
Un signore d’altri tempi!
…la bottega di Vittoriano dove l’odore delle stoffe e del vapore del suo ferro da stiro tiu riporta indietro di molti anni.
L’Arte del Tempo
Francesco Marsili – Orologiaio – classe ’55
Conosciuto da tutti a Lucca come “Lancetta”, è un orologiaio vecchia maniera con bottega in pieno centro storico, nella mondana Via Fillungo.
Impara il mestiere nel 1967, all’età di sol dodici anni, iniziando a frequentare le botteghe di maestri orologiai lucchesi.
Conosce ogni minimo dettaglio di qualsiasi orologio che gli viene mostrato, dai più antichi ai più moderni: è una miniera di informazioni.
Riparare un antico e prezioso orologio in ceramica, come quello della foto, può richiedere anche diversi giorni di lavoro.
L’Arte dell’Argenteria
Angelo Ramacciotti – Argentiere – classe ’72
Angelo Ramacciotti è un argentiere con bottega ai piedi della cattedrale di San Martino in Lucca.
La bottega esiste dal 1791. Angelo apprende e pratica questa antica e preziosa arte, dagli inizi del nuovo millennio, con gli zii Nello e Cesare Giovacchini da Lucca. La straordinarietà di questi artigiani è che in molte occasioni progettano loro direttamente il lavoro commissionato, realizzando da zero disegni e modelli.
La realizzazione di tre particolari ampolle in argento, destinate a contenere gli oli santi, hanno richiesto un lavoro di circa sei mesi.
L’Arte della Fusione
Giovanna Bianucci – Formatrice – classe ’56
L’arte della formatura è un naturale ausilio del lavoro degli scultori, ma anche delle fonderie, dei ceramisti e dei laboratori di marmo. Giovanna, che a Pietrasanta ne è l’interprete più apprezzato, si è formata sia come scultrice sia come collaboratrice presso altri laboratori di marmo della zona. Dopo una lunga collaborazione, dal 1978 al 1996, con la scultrice Roberta Giovannini e dopo un’esperienza a Singapore per il restauro dei monumenti storici del governo francese del ” Convent of the Holy Infant Jesus”, attualmente collabora con la Fonderia Artistica Versiliese di Pietrasanta, (dove l’ho fotografata).
Ha partecipato a molte mostre personali di scultura.
L’Arte del Calafataggio
Salvatore Incorvaia

Salvatore è uno degli artigiani che lavorano presso il cantiere navale dei fratelli Guido e Marco Del Carlo di Viareggio (Lu), specializzati nel restauro di yacht e barche classiche d’epoca in legno, tanto da diventare un punto di riferimento mondiale della nautica restaurativa.
Salvatore inizia a lavorare sulle barche all’età di soli 11 anni, nel suo paese nativo di Licata (Ag) per poi trasferirsi Viareggio (Lu), all’età di 27, dove perfeziona la sua tecnica nel calafataggio, sotto la guida dei fratelli Del Carlo.
Nella foto esegue il calafataggio sul famoso ketch ”Eilean” dall’azienda italiana di alta orologeria “Officine Panerai”.
Una curiosità:
l’Eilean che in gaelico significa “piccola isola”, nacque nel 1936 presso i cantieri Fife, sulle rive del Clyde in Scozia, su progetto di William Fife III°. Rinvenuto in rovina sull’isola di Antigua nel 2006, viene trasportato in Italia, presso il cantiere Del Carlo di Viareggio (Lu) da Panerai, per il restauro completo, durato tre anni e ben 40.000 ore di lavoro.
L’Arte della Fusione
Adolfo Agolini – Modellatore di Fonderia – classe ’52
La cittadina di Pietrasanta (Lu) è considerata “La Piccola Atene” a seguito della concentrazione di fonderie e laboratori del marmo che producono le opere di molti artisti internazionali e dove la parola d’ordine è ancora oggi manualità. Adolfo è il titolare della fonderia Mariani, dove si fa artigianato da oltre sessantacinque anni, dall’idea alla forma, dalla produzione alla conservazione.  Nelle foto l’assemblaggio di una statua di Fernando Botero.
La fonderia collabora con artisti del calibro di: Fernando Botero, Gustavo Aceves, Giuliano Vangi, Kirsten Ortwed, Bjoern Noergaard, Karen La Monte, Dashi Namdakov, Milo Manara, Igor Mitoraj, Daphne Dubarry, Peter Brandes etc
L’Arte della Scultura
Francesco Federici classe ‘40
Angelo Federici classe ’66 – Scultori del marmo
Se Pietrasanta è anche chiamata “La Piccola Atene” il motivo va ricercato in artisti e artigiani come Francesco e suo figlio Angelo.
Angelo pratica questo mestiere dal 1982 mentre il padre dal 1956.
La loro bottega è una delle poche dove si usa ancora scalpello, mazzolo e lime. Un lavoro come quello della foto richiede circa 4 quattro mesi di lavoro con circa settecento ore dedicate.
La materia prima è il marmo di Carrara, di Seravezza e quello di Vagli (Lu); quest’ultimo si distingue dagli altri per una maggiore durezza e un bianco più intenso. La clientela è nazionale e internazionale, maggiormente negli Stati Uniti.
L’Arte Musiva
Chiara Santillo – Mosaicista – classe ’78
Chiara lavora da oltre quindici anni presso “Poli Mosaici”, uno dei più apprezzati e mosaicisti d’Italia e della Toscana e precisamente nella città dell’arte di Pietrasanta. Il mosaico della foto, che è solo una parte di quello definitivo, destinato alla “Saint Paul Greek Orthodox Church” di Irvine in California. Terminato misurerà 8×3 metri.
Una particolarità:
I tasselli dei mosaici che sono smalti vitrei, provenienti dalle fornaci veneziane, vengono preassemblati sui tavoli, successivamente uniti in una apposita stanza che permette la visione d’insieme. Al termine vengono nuovamente scomposti in frazioni, riposti in apposite casse e spedite dall’altra parte dell’oceano, dove ad attenderli ci sarà il personale della bottega artistica che li ha realizzati, per il montaggio definitivo nel luogo prescelto.
L’Arte della Pittura
Giampaolo Bianchi – Pittore – classe ’47
Pittore autodidatta lucchese, Giampaolo, a tutt’oggi, ha dedicato sessantuno anni della sua vita alla pittura.  Conosciuto e apprezzato sia in Italia sia all’estero, con esposizioni in Francia, Spagna, Asia, Bahrain, Stati Uniti, etc.  Ha realizzato opere destinate a mostre e gallerie prestigiose contribuendo a scrivere pagine importanti dell’arte italiana e toscana in particolare.
Ha conosciuto e condiviso scambi culturali con pittori come Gottuso, Vespignani, Cantatore, Cassinari, Riccardo Tommasi Ferroni e, presso la  Galleria Contini di Venezia, ha esposto con Pablo Picasso e Salvador Dalì.
Nel 1980 ha realizzato il Primo Piatto Limoges della La.pa.sca.
L’Arte del Fumetto
Simone Bianchi – Fumettista illustratore classe ’72
Dopo aver frequentato il liceo artistico e successivamente l’accademia delle belle arti, Simone si dedica da circa trentacinque anni alla sua grande passione, l’Illustrazione e la pittura, vantando anche un passato di insegnante d’arte.
È conosciuto a livello internazionale per i suoi lavori nell’ambito del fumetto Americano. Maestro della Comic Art contemporanea, si distingue per il suo stile pittorico ricco e dettagliato. Negli Stati Uniti ha collaborato prima con DC Comics e poi in esclusiva con Marvel per più di un decennio, creando diversi albi e copertine di famose testate, tra cui Wolverine, X-Men, Thor, Thanos, Spider Man e Star Wars. Attualmente collabora con Netflix.

L’Arte della Fotografia
Lucio Ghilardi – Fotografo – classe  ‘60

Lucio è considerato un grande fotografo e memoria storica della città di Lucca. Eredita l’attività dal padre Eugenio che affiancava sin dal 1982. Le sue fotografie, con quelle del padre, hanno raccontato oltre 90 anni di vita di Lucca, ed alcune sono diventate icone e simboli della città stessa in tutto il mondo. Ha realizzato libri, mostre e attività straordinarie mettendo in mostra non solo grandi doti tecniche ma anche molta sensibilità e disponibilità verso gli altri. La sua grande passione per la natura e gli animali in generale, l’ha portato a realizzare, nel 2018, un singolare reportage: “Le mura e i suoi animali” offrendo uno scorcio del tutto inedito di quanti animali, accanto a noi, vivono sulle mura di Lucca.

L’Arte del Gesso
Simone Fiori – Figurinaio – classe ’76
Svolge questa professione a Bagni di Lucca, dal 1996, avendola ereditata dal padre Pierangelo. Ma anche il nonno Fedele e il bisnonno Carmelo erano figurinai dal 1879.
Per essere pronta, dipinta e invecchiata, una statuina viene presa in mano da quaranta a cinquanta volte, in media.
Una curiosità:
I primi figurinai che portavano i loro prodotti in America destavano molta curiosità, soprattutto tra i bambini che, vedendo le statuette colorate dei presepi, gridavano alle loro mamme: “Mom looks” (Mamma guarda).  I venditori, conoscendo poco la lingua, interpretavano quelle parole come “Mammalucco” riferito alla loro professione. Per questo motivo, così vengono anche chiamati i figurinai di Bagni di Lucca.
L’Arte del Carbone
Luigi Massei classe ’33 Arturo Massei classe ’63
Carbonai
Luigi ha cominciato questo lavoro a Pescaglia, nel dopoguerra, sulle orme del bisnonno. Ora lo ha insegnato al figlio Arturo e al nipote Fabio. Nella foto a tutta pagina si possono notare le tre carbonaie, nelle tre fasi principali:
– preparazione della carbonaia disponendo il legname;
– copertura del legname con erba e terra e successiva accensione;
– la “scarbonatura” quando, tolta la terra, si recupera il carbone.
Questo è uno dei mestieri più antichi che ha caratterizzato nei secoli scorsi la storia di tutta la valle del Serchio. Nel passato, il carbone serviva per azionare i motori, fare il fuoco ad alta temperatura per lavorare il ferro e alimentava anche le stufe casalinghe per cucinare.
L’Arte del Ferro
Carlo Galgani – Fabbro – classe ’38
Conosciuto come “il fabbro di Codogna”, è l’ultimo di una lunga discendenza di fabbri che risale, al 1500. Ha imparato e messo in pratica il mestiere praticato dal padre e dal nonno all’età di soli otto anni.  Nella sua officina tutto è generato dalla forza motrice dell’acqua: dall’aria che soffia nelle fucine, all’energia elettrica destinata alle poche luci che illuminano l’ambiente, fino ai magli che generano la loro forza dirompente, solo grazie a complicati meccanismi creati da lui stesso.
Il ferro che lavora Carlo per la realizzazione di strumenti agricoli, coltelli e accessori vari è per la maggior parte riciclato da scarti dell’industria: balestre di auto, scarti di binari del treno etc.
L’Arte della Mascalcia
Leonardo Masini – Maniscalco – classe ’87
Leonardo esercita questa attività da circa dieci anni, dopo aver frequentato la scuola militare di mascalcia di Grosseto. Ogni cavallo ha i suoi ferri, e individuare e adattare a caldo o a freddo quelli giusti richiede tanta esperienza e professionalità. Questo lavoro prevede un grande sforzo fisico, dovendo stare per ore piegato sulle zampe di questi meravigliosi animali; inoltre, deve riconoscere i loro stati d’animo, le loro andature e i loro “appiombi” per realizzare una ferratura che tenga conto della conformazione individuale dell’animale.
Nella foto Leonardo esercita la sua professione a Tassignano, presso un centro ippico privato.
L’Arte dello Sport
Roberto Lencioni – Cicloriparatore – classe ‘59
Roberto Lencioni da Segromigno, noto alle cronache ciclistiche come il Carube, è uno dei pochi grandi meccanici che hanno fatto la storia del ciclismo mondiale, un grande tecnico capace persino di registrare, dal finestrino dell’auto, le bici in corsa durante una gara. Attualmente è considerato uno dei massimi esperti mondiali di bici d’epoca, le così dette “Bici Eroiche”, con contatti da tutto il mondo. Ha militato in squadre di spessore mondiale ed è stato meccanico di grandi campioni: Cipollini, Fondriest, Visentini, Martinelli, Maertens, Argentin, Gotti, Bertoglio, Vandi, Ballerini, Basso, Bitossi e tanti altri, alcuni dei quali hanno vinto anche i campionati del mondo.
L’Arte dell’Intreccio
Roberto Forgiarini – classe ’43 – Impagliatore
Roberto impaglia sedie a Guamo, con straordinaria maestria, dal 1978, dopo un passato da falegname e dopo averne appreso la tecnica da un’anziana signora di una provincia vicina.
Per rivestire una sedia, come quella della foto, Roberto impiega da tre a quattro ore circa e utilizza un particolare tipo di cannuccia proveniente dal Padule di Fucecchio (Fi), chiamata “Sarello”
La sua bottega è un concentrato di meraviglie; appese alle pareti si vedono informazioni utile per il suo lavoro, ricordi del passato, articoli di giornale, ai quali tiene in modo particolare, ma soprattutto attrezzi e utensili per il suo lavoro. Fotografarla è stato come fare un salto nel passato.
L’Arte della Terra
Casa Bertolini – Giuncugnano – 2022
In alta Garfagnana non è difficile trovare il granoturco ad asciugare, al tiepido sole autunnale. Siamo nel comune di Giuncugnano, posto ad un’altitudine di 880 metri s.l.m., è il più alto della provincia di Lucca. Il suo territorio è caratterizzato da grandi selve di castagno e ampie vallate adibite sia al pascolo del bestiame sia a piccole coltivazioni di granoturco e farro. Nella foto la vista della dorsale delle Alpi Apuane, catena montuosa situata nel nord-ovest della Toscana, fotografata dal terrazzo dell’abitazione di Bertolini Marino e Lunardi Silvana dove, mi raccontava quest’ultima, è comune trovare ad asciugare il frumento, il mais, noci, castagne ed altri prodotti della terra, esattamente come si fa da moltissime generazioni.
L’Arte della Terra
Bertolini Renato – Contadino – classe ’45
I cugini Delma e Renato dall’età di sette anni, seguendo le orme dei propri antenati, sono attenti conoscitori della terra che coltivano e che abitano da una vita. Siamo a Magliano nel comune di Sillano Giuncugnano (Lu) in alta Garfagnana dove il farro è un’istituzione.
Il farro della Garfagnana (biologico per natura) è prodotto dalla popolazione locale ed è coltivato su piccoli appezzamenti, in una fascia altimetrica fra i 300 e i 1.000 m. s.l.m., senza l’impiego di concimi chimici, fitofarmaci e diserbanti: data l’elevata rusticità della pianta, coltivata tradizionalmente, risulta di fatto un prodotto biologico in quanto non attaccato da parassiti.
In alta Garfagnana non è difficile trovare il mais ad asciugare sui terrazzi, al tiepido sole autunnale. Siamo a casa di Bertolini Marino e Lunardi Silvana.
L’Arte della Terra
Delma Danti – Contadina – classe ’33
Delma fa la contadina sin dalla tenera età. Siamo a Magliano nel comune di Sillano Giuncugnano (Lu) in alta Garfagnana dove il farro è un’istituzione.
La trebbiatura del farro viene effettuata con apposite macchine, ma in piccoli angoli, meno accessibili, è richiesta ancora la mano dell’uomo.
Nella foto un piccolo campo di circa 5.000 Mq renderà circa 6/7 quitali di pregiato farro della Garfagnana.
Il giorno delle riprese fotografiche ho raccolto la triste testimonianza di un agricoltore al quale i cinghiali, in una sola notte, hanno completamente divorato il raccolto di un intero campo di farro.
L’Arte della Terra
Meri Pieri – Contadina – classe ’37
Meri, conosciuta a Barga (Lu) come “Meri dei Troni” è una donna straordinaria: dinamica, forte, allegra, disponibile, innamorata della sua terra e dei suoi animali ottenendo in cambio di tanta devozione, i lori preziosi frutti.
Fa la contadina sin dalla tenera età e si sposa a 17 anni.  
Si alza alle prime luci dell’alba e con la sua “Ape”, dopo averla caricata all’inverosimile di balle di fieno, raggiunge la terra che possiede da una vita e dove vi coltiva farro, uva, noci, castagne, fieno per i sui animali, ortaggi dell’orto e quant’altro la terra può offrire.

L’Arte della Terra
Maria Maffei – Vassoiatrice – classe ’29 
Una vita passata a Pariana a “vassoiare” le castagne dopo la battitura e prima della macinazione che consiste, in sintesi, di eliminare con sorprendente abilità, a colpi e giravolte della “vassoia”, il “ventulacchio” e tutte le altre impurità.
Ha iniziato a farlo da quando aveva solo tredici anni. Abilità tramandata da madre in figlia per generazioni. Tale lavoro, all’epoca, era considerato prettamente femminile per il semplice motivo che per farlo, come già detto, servivano pazienza e molta abilità.
Maria, in un’ora, riusciva a pulire 50 Kg di castagne. La paga negli anni ’70 era di 1.000 lire al giorno. Ha continuato questo lavoro fino alla fine degli anni ’90.
Una curiosità:
Maria, oltre che alle castagne, che era un lavoro stagionale, trasportava con un apposito cesto posizionato sulla testa e che arrivava a pesare anche 50 Kg, la paglia dai campi di Pariana alle cartiere di Cartapaglia di Villa Basilica che si trovavano in valle a circa 5 Km. Come lei vi erano molte altre donne che facevano questo duro e pesante lavoro.
Le cartiere pagavano a queste donne 1 lira ogni chilogrammo di paglia, e di viaggi riuscivano a farne al massimo tre in una giornata di lavoro.
L’Arte della Terra
Udilio Cordoni – Mugnaio – classe ’45
Conosciuto da tutti come“Udilio il mugnaio”, macina prevalentemente castagne delle sue selve, così come fecero suo padre, suo nonno e il suo bisnonno. Egli è nato nel suo mulino: il “Mulino delle fredde di Pariana”, la cui forza motrice, per far girare le macine, è ancora alimentata da quella dell’acqua. Con soddisfazione, Udilio racconta che la macina che utilizza tuttora per la farina di castagne, fatta di una pietra particolare, ha una lunga storia fatta di scambi, favori e baratti e risale addirittura al 1700. La produzione della farina è quella classica con l’essiccazione delle castagne nel metato, con la loro pulitura attraverso le classiche “vassoie” e con la molitura tramite macine a pietra.
L’Arte della Pasta
Marco Giuliani – Pastaio

Marco, da circa nove anni, è il responsabile produzione della pasta presso “Il Pastificio Toscano” di Santa Margherita di Capannori (Lu) ove ci lavora insieme alla moglie Chiara. Una piccola realtà locale, dieci dipendenti, qualità artigianale della pasta, tutta trafilata al bronzo secondo le ricette e le procedure tramandate dal padre Maurizio, ex pastaio. La farina che utilizzano proviene dalle terre di Toscana così come gli ingredienti per le paste speciali, tutti rigorosamente selezionati.
Forniscono ristoranti di alta qualità, negozi di prodotti tipici e artigianali con esportazioni anche in USA, Giappone, Francia, Germania, Spagna.
Una curiosità:
In alcuni periodi dell’anno e su richiesta, permettono a turisti e scolaresche di visitare la produzione dove mostrano materialmente le differenze tra la pasta artigianale (taglio a mano, come quello delle foto, trafilatura al bronzo e lenta essicazione) e la pasta industriale.

L’Arte del Pane
Michela Panzani classe ’78 Alessandra Panzani classe ’75 Panettieri
Longoio è una piccola frazione del comune di Bagni di Lucca.  Ottantuno anime, aria buona e soprattutto buon pane, quello delle sorelle Michela e Alessandra che nel 2017, dopo aver perso il lavoro, si sono messe in gioco, rilevando il forno e affiancando inizialmente il vecchio panettiere.
La produzione, come potete vedere dalle foto, è totalmente artigianale, con cottura rigorosamente a legna. Quando tutti dormono, loro lavorano ed alle prime luci dell’alba, con il loro furgone, consegnano pane e focacce a ristoranti, negozi e market della zona.  Soltanto dopo si va a dormire.
L’Arte del Buccellato
Marino Taddeucci – Pasticcere – classe ‘84
L’antica pasticceria Taddeucci a Lucca è una vera e propria istituzione. Fondata da Iacopo Taddeucci nel 1881, con Marino siamo alla quinta generazione di pasticceri che si sono tramandati la ricetta originale del tipico dolce lucchese il “buccellato”, dove il lievito madre è mantenuto in vita da ben 137 anni passando da padre in figlio e ottenendo numerosi riconoscimenti, il più particolare è stato quello della famosa gastronoma e critica del New York Times, Mimi Sheraton, che lo ha inserito nel libro, “i 1000 cibi da mangiare prima di morire
Marino e conosciuto anche come “Il bomber del buccellato” per aver militato come calciatore per diversi anni, nella squadra professionistica locale.
L’Arte del Tordello
Giuliano Pacini – Chef – classe ’42
Giuliano è chef e contitolare con Franco Barbieri del caratteristico ed antico ristorante La Buca di S.Antonio, in pieno centro storico di Lucca. Fa questo mestiere dall’età di 11 anni, dove alternava la scuola con la cucina, potendo sopratttto contare  sull’insegnamento di qualificati chef e cuochi toscani tra i quali Mario Tartaglino, chef del Maestro Giacomo Puccini.
Una curiosità:
Mi raccontava Giuliano che Il tordello lucchese, ora piatto con prodotti rigorosamente di qualità, come la carne, le uova, il pane e le spezie, è nato in realtà con tagli di carni poco nobili, ma soprattutto avanzi che i contadini lucchesi avevano nelle loro case, così da non sprecare nulla.

L’Arte del Tabacco – Le Sigaraie di Lucca
Valentina Pieraccini classe ’84
Erika Capocchi classe ‘78
Maila Casali classe ‘73

Valentina, Erika e Maila sono tre della quaranta “sigaraie” della manifattura tabacchi di Lucca, alle quali è affidata la produzione e confezionamento dei sigari Toscani di fascia più alta come il Toscano Originale, il Toscano Originale Selected, il Presidente, il Millenium e il Moro. Per quest’ultimo, il più pregiato della produzione lucchese, si usa una mezza foglia non pretagliata di Kentucky americano.

Oggi come un tempo l’abilità della sigaraia sta nello scegliere il giusto quantitativo di ripieno e nell’arrotolare il sigaro con maestria: se rimanesse dell’aria nella fascia o il ripieno fosse eccedente, il sigaro non tirerebbe.

L’Arte della Tessitura – Le Tessitrici di Castelnuovo
Sabrina Albergoni classe ’96
Angela Verdigi classe ’67

Angela e Sabrina sono due delle tante donne che lavorano al telaio, presso la Antica Valserchio di Castelnuovo Garfagnana, con particolari tecniche  recuperate dall’antica arte tessile tipica del territorio lucchese. Abili mani  artigiane, assimilabili a quelle di una suonatrice di arpa, lavorano sapientemente al telaio per realizzare ogni capo in modo impeccabile con estrema cura per i dettagli. L’azienda rappresenta una delle punte di diamante nel panorama artigianale italiano e un esempio per il sistema dell’alta moda internazionale. Vi si producono diverse gamme di tessuti ortogonali con 4 diverse tecnologie di tessitura: a mano, a navetta, a licci e jacquard, tutti destinati alla persona ed alla casa del mercato del lusso nel panorama internazionale.

L’Arte del Vino
Gino Carmignani “Fuso” – Viticoltore

classe ’48
Gino è un personaggio! La vendemmia da lui è pura poesia, come il suo vino e l’agriturismo che gestisce, collocato tra i filari della sua vigna.
Se fosse un pittore sarebbe un “Visionario” perché ha una sua personale e originale interpretazione della viticoltura che va oltre ogni schema. “Slowfood“ definisce il suo modo di interpretarla come “una delle più schiette e suggestive visioni del mondo enologico che possa capitare di incontrare di questi tempi”.
Gino è radicato nel territorio di Montecarlo quanto la viticoltura.

L’Arte della Camelia
Walter Pacchini – giardiniere – classe ‘69

Walter è il giardiniere e custode del meraviglioso “Camellietum” del Borgo delle Camelie di Pieve di Compito, nel capannorese che ospita tutte le cultivar che hanno fatto la storia delle Camelie nell’Ottocento in Toscana: circa 1000 esemplari.  Gestito e curato dal centro culturale del compitese, che si avvale anche di operatori scientifici e botanici, nel 2016 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di “International Camellia Garden Of Excellence”.  In Italia tale riconoscimento è stato attribuito a solo 2 giardini e nel mondo si contano sulle dita di una mano.
Una curiosità:
La sua fidatissima assistente “Lattuga” è una trovatella, meticcia, rinvenuta abbandonata nel 2020 in una scatola, insieme ad altre 2 sorelline. Tutti hanno trovato un nome ed una casa ma Lattuga ha trovato, oltre all’amore di Walter e dei ragazzi del centro culturale, un meraviglioso giardino fiorito.
Per rimanere in tema le sue due sorelle sono state chiamate Rucola e Bietola

L’Arte dell’Apicoltura
Giulio Mancini – Apicoltore – classe ’45
Giulio svolge per passione questa attività da oltre 50 anni ed ha sempre considerato le api il bene più prezioso per l’uomo e per l’umanità instaurando un rapporto basato sulla fiducia e l’amore riuscendo ad ispezionare le arnie, quasi sempre senza l’ausilio delle protezioni, limitando l’uso del fumo, per calmarle, all’essenziale. I suoi alveari sono collocati in campi incontaminati, lontani da fonti di inquinamento e se questi godono di ottima salute porteranno conseguentemente benessere per noi, per la natura e per l’ambiente. Questo Giulio l’ha capito da anni.
Una curiosità:
Durante le riprese Giulio mi ha fatto indossare abiti chiari perché i colori scuri vengono visti dalle api come una minaccia e mentre scattavo le foto, mi ha fatto allontanare perché c’era un’ape molto arrabbiata e questo lo aveva dedotto dal tipo di ronzio che questa produceva, una frequenza molto più alta delle sorelle. Mi ha poi spiegato che in 50 anni riesce a percepire tutti gli stati d’animo dei suoi alveari e capire quando deve indossare le protezioni e quando può farne a meno.

L’Arte della Pastorizia
Giorgi Sauro – Pastore – classe ’54
Sauro, da Castelvecchio di Compito, fa il pastore dall’età di sei anni. In estate si alza alle ore 5.00, effettua la mungitura e alle 7.30 porta le greggi al pascolo per poi riportarle all’ovile alle 21.00 per la seconda mungitura. Non cena mai prima delle 23.00.
Quando ho chiesto a Sauro se anche il padre ed eventualmente anche il nonno facevano questo mestiere, Sauro con un timido sorriso mi ha risposto:
Non ho le prove, ma nelle mia famiglia si racconta che molto probabilmente tra i pastori che hanno omaggiato la nascita di Gesù a Betlemme vi sia stato un Giorgi, mio avo”.
Recentemente le sue greggi sono state attaccate da un branco di lupi che hanno abbattuto ben dodici capi. Dal 2018 sono iniziate le razzie nel padule di Castelvecchio e Sauro ne ha subite ben sette.
L’Arte della Pastorizia
Ivonne Pellegrini – Allevatrice – classe ’68
Ivonne,unitamente al marito, gestisce una fattoria/latteria a Piazza al Serchio in alta Garfagnana. Possiedono circa quaranta mucche che li vedono impegnati per tutta la giornata, prima nella mungitura, poi nella realizzazione giornaliera di ricotta, formaggi, mozzarelle e derivati vari destinati a mercatini agricoli e negozi di prodotti tipici locali.
Abitualmente la mungitura avviene in modo meccanico, ma può capitare che per far fronte a qualche inconveniente tecnico si debba procedere anche a mano. Ivonne è bravissima anche in questo e Priscilla (la mucca) sembra gradire il tocco delicato delle sue mani.
L’Arte della Pesca
Cristina Petrucci – Pescatriceclasse ’73
Viareggina doc, con il mare nelle vene e il carnevale nel cuore, Cristina è una delle poche donne che svolge attività alieutica al porto di Viareggio, con la capacità, la forza e il coraggio di sfidare il mare.
Imbarcata sulla motobarca “Ariete”, unitamente a Bicicchi Aldo, gettano le reti alle primissime ore del nuovo giorno per poi ritirarle, selezionare e dividere il pescato e venderlo sia direttamente sulle bancarelle nella darsena Viareggina sia a ristoranti e pescivendoli della zona. Il pescato è vario: seppie, marmore, maruzzelle, pesce serra, cicale di mare e molto altro. Cristina si trova a svolgere, per scelta e per passione, un ruolo considerato da sempre solo maschile, mostrando la falsità del vecchio detto:
Il mare agli uomini e la terra alle donne”.
L’Arte della Pesca
Joseph Seck – Pescatore – classe  ‘79
Josephprovienedal Senegal. È un pescatore regolare e a contratto, imbarcato su una motonave da pesca del porto di Viareggio.
Fa questo lavoro qui in Italia da circa cinque anni, unitamente ad altri suoi connazionali. Per loro non è un ripiego lavorativo; Joseph, così come gli altri, nascono pescatori sulle splendide coste senegalesi che si affacciano sull’Oceano Atlantico, davanti alle isole di Capo Verde. Il sabato mattina, quando non si pesca, lo dedicano alla riparazione manuale delle reti.
Mi raccontava che in Senegal il settore della pesca è in fortissima crisi a seguito delle pratiche di pesca utilizzate dalle barche cinesi ed europee, che vi pescano in base all’accordo in vigore tra Bruxelles e Dakar. Per molti giovani l’immigrazione verso l’Europa è l’unica alternativa per una vita dignitosa.

…queste non sono che una parte del lavoro completo.